Come configurare NGINX per ottimizzare la velocità del sito web - parte 1

Come configurare NGINX per ottimizzare la velocità del sito web – Parte 1

Ottimizzare la velocità del proprio sito internet è essenziale: aver costruito o fatto costruire un buon sito web è inutile se risulta macchinoso o lento nell’utilizzo. Nonostante il Web sia solito proclamare alcuni strumenti capaci di risolvere questa problematica, fare affidamento ad un web server efficiente è il pilastro base per portare il proprio sito ad un livello migliore.

In questo ambito, ovviamente, sono ricorrenti alcuni nomi, ma la vera chicca è costituita da NGINX ossia il web server che conta numerosi riconoscimenti, come quello di esser il più popolare e proclamato da numerosi fonti, tra le quali il W3Techs (https://w3techs.com/ ).

NGINX: la velocità a portata di mano

Focus di questo articolo è quello di aiutarti a migliorare il tuo sito internet, rendendolo anzitutto più prestante. Sotto questa ottica, come affermato in precedenza, NGINX è veloce oltre a poter contare nei suoi pro un’estrema leggerezza e una configurazione per lo più alla portata di tutti.

Questi suoi pregi possono essere ricollegati a diversi fattori, ma tra tutti quello di maggiore importanza è il modello di lavoro asincrono su cui lo stesso è stato costruito. A differenza di Apache che utilizza il modello a thread, dunque, NGINX può scrivere contemporanea più richieste sugli oggetti, trattando questi ultimi come degli eventi indipendenti nonché individuali.

Tale particolarità consente al web server di riscontrare dei tempi di attesa infinitamente minori in quello che è il caricamento delle pagine web statiche insieme ad una collegata gestione efficiente le cosiddette connessioni concorrenti, il tutto richiedendo meno risorse hardware.  Puoi usare il nostro server virtuale linux più basico e il tuo web sarà comunque velocissimo!

I pregi che connotano NGINX, sono svariati ma tuttavia, le suddette citate rappresentano vere e proprio peculiarità che rendono questo strumento un alleato da non sottovalutare se i propri bisogni racchiudono l’esigenza di risorse web altamente scalabili e che prevedano un impatto a livelli minimi sulle risorse.

Come configurare NGINX e quali sono i requisiti?

Passando all’atto pratico della questione, è essenziale appurare che vi sono dei requisiti che sarai chiamato a rispettare. Per poter configurare questo software web server avrai bisogno di:

  • Installare, anzitutto, NGINX sul tuo server;
  • Il sopracitato server dovrà essere Linux (Debian/Ubuntu o CentOS vanno benissimo…)

Ti è consigliato, inoltre, effettuare un test di velocità preventivo in modo che tu possa riscontare, effettivamente, quali saranno i vantaggi del software una volta conclusa l’intera procedura.

Debian/Ubuntu: dall’accesso SSH non dovrai avviare alcuna procedura in quanto ti troverai già davanti alla linea di comando. Qualora invece tu stessi operando attraverso una edizione semplice come Ubuntu Desktop, sarà necessario avviare il terminale. Assodato questo primo punto molto semplice, verrà la volta di installare NGINX attraverso una serie di comandi da lanciare. Per essere sicuro di scaricare l’ultima versione corrente del software web server ti consigliamo di iniziare con

# sudo apt update –y
# sudo apt upgrade –y

E solo successivamente di passare al comando di installazione, il quale ti permetterà di accedere effettivamente al pacchetto NGINX, ossia:

# sudo apt install nginx -y

Il processo di installazione avrà inizio e procederà in maniera automatica e senza l’esigenza per te di procedere con altri comandi. Una volta che quest’ultima sarà completata, ti sarà possibile lanciare il servizio per poterlo installare come startup automatico al boot attraverso i comandi:

# sudo systemctl start nginx
# sudo systemctl enable nginx


CentOS: Nel caso in cui desideri installare NGINX su CentOS, invece, la procedura sarà egualmente facile, ma richiederà comandi differenti.
Partendo dal principio, sarà per te necessario attivare il repository Extended attraverso la sintassi:

# yum install epel-release && yum update -y

Il quale avvierà, ovviamente, la fase di installazione e di aggiornamento dei pacchetti di cui dovrai attendere il completamento. Una volta giunto quest’ultimo, potrai procedere con il comando

# yum install nginx –y

Configurare NGINX su ambienti diversi da Debian/Ubuntu e CentOS:  Se te lo stessi chiedendo, ad oggi è possibile configurare NGINX anche su ambienti diversi da quelli sopracitati, nonostante siano i più raccomandati. Nel caso, tuttavia, in cui tu fossi sprovvisto dei medesimi, potrai accedere al software web server anche su Windows e MacOS grazie a delle procedure alternative, ma comunque efficienti nella maggior parte dei casi.

Microsoft Windows: Nel caso di Windows è bene precisare che l’utilizzo viene sconsigliato, motivo per cui NGINX si serve solo di metodi select () e poll () per procedere alla gestione delle connessioni. Questi metodi sono molto meno performanti rispetto al epoll () adoperato su Linux.

Noi sconsigliamo caldamente di usare NGINX su Windows ma se proprio vuoi potrai procedere con il download degli stessi direttamente dal portarle di NGINX a questo link: http://nginx.org/en/download.html

Apple MacOS: Nel caso in cui tu voglia configurare NGINX su MacOS, sarai libero di farlo attraverso dei gestori di pacchetti non ufficiale, tra questi il rinomato Homebrew. Una volta avviata e completata l’installazione di questo ultimo, ti sarà possibile accedere al software attraverso il comando ovviamente digitato in una finestra del terminale:

# brew install nginx

La gestione dei processi all’interno di NGINX

Nel corso del tuo utilizzo periodico, ti sarà utile interrogare i processi per verificare lo stato del web server. Per poter compiere questa operazione non saranno richieste delle azioni particolarmente difficile, ma anzi dovrai semplicemente lanciare un comando, ovvero:

#sudo nginx -s azione

dove alla parola “azione” dovrai sostituire l’azione da te interessata, la quale potrà essere:

  • reopen: nel caso in cui vorrai riavviare i file di log;
  • reload :  nel caso in cui vorrai ricaricare i file di configurazione senza interrompere il processo;
  • quit : nel caso in cui il tuo desiderio sia quello di chiudere tutte le richieste attive;
  • stop : qualora la tua volontà fosse quello di fermare, immediatamente, il servizio di NGINX.
  • start : qualora desideri avviare il servizio o riavviarlo dopo uno stop.
  • restart : per eseguire le azioni di stop e start consecutivamente.

Vai alla PARTE 2 dell’articolo “Come configurare NGINX per ottimizzare la velocità del sito web”.

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