A proposito di cani, musicisti, spie cibernetiche e il mio backup.

Mi piacciono tanto i titoli che creano subito casino all’inizio di un articolo: cosa avranno mai in comune gli animali domestici con la musica e lo spionaggio internazionale?

Neanche da dire: la fantomatica blockchain di cui tutti parlano facendo un gran chiasso e una gran confusione. Dunque, dopo la sostenibilità non posso esimermi dall’affrontare anche questo inflazionatissimo tema sulla sicurezza e immutabilità dei dati, che potrebbe riguardare proprio chiunque.

Andiamo con ordine: cos’è la blockchain

Letteralmente: una catena di blocchi che compone un sistema di dati.
Questi dati diventano immutabili perché concatenati tra di loro: ogni blocco verifica e garantisce l’integrità dei blocchi precedenti, impedendo eventuali modifiche.

In pratica se 1+1 = 2, non è possibile modificare uno dei due addendi senza che il risultato si accorga e intervenga prontamente a invalidare la modifica.

Il contenuto della struttura non è né modificabile (tranne che dall’autore) né eliminabile, eppure è condiviso, leggibile ed accessibile a tutti.

Come si crea una blockchain

Per rendere i dati immutabili è necessario ricorrere ad uno storage: un luogo di scrittura del dato che supporta l’immutabilità.

Lasciamo per un attimo da parte il ruolo dei “validatori” di dati. Vi basti sapere che è proprio la condivisione dei dati a garantirne l’integrità (seguendo grosso modo il principio per cui il miglior modo di proteggere un’idea è raccontarla a tutti: nessuno potrà rubarla…o almeno non senza farci una figuraccia!).

In pratica la blockchain è il livello massimo di sicurezza che si può ottenere per mantenere un dato immutabile.

Anagrafe canina in blockchain. Immagine rappresentativa.

Arriviamo ai cani: un esempio (quasi) facile.

Sapete che in Italia nonostante l’obbligo di microchip per i cani non esiste un’anagrafe canina condivisa? O meglio non esisteva finché un’educatrice cinofila e un esperto del settore non si sono sposati e hanno dato vita a un’anagrafe in blockchain, aperta e condivisa da chiunque.

Come funziona:

  • Pinta, il loro cane, è il primo dei “blocchetti” che andranno a comporre la catena (l’anagrafe).
  • La scheda di Pinta è una carta d’identità super completa: contiene informazioni come il microchip, i dati del pedigree, le eventuali malattie genetiche, i brevetti conseguiti, eccetera.
  • Il microchip è l’anello di congiunzione tra Pinta e la sua scheda, un numero e un codice univoco che la identifica.
  • Chiunque può accedere e consultarli senza però risalire al singolo cane / proprietario.
  • Chiunque potrà inserire un cane nell’anagrafe a patto di avere a disposizione il cane e il suo microchip: non solo i proprietari dunque, ma anche i volontari che gestiscono i canili.

Quali sono i vantaggi di questo sistema di dati immutabili

Il registro, condiviso a livello nazionale (e si spera presto globale) permette ai proprietari di risalire a informazioni che riguardano il proprio cane, conoscere eventuali problematiche genetiche, fornire dati di studio ai ricercatori, ma soprattutto facilita le adozioni dai canili in tutto il paese.

Se il progetto avrà successo e diventerà uno standard per chiunque voglia adottare un animale domestico (gatti, furetti e tartarughe inclusi) potrà persino diventare un ostacolo alla tratta dei cuccioli e contribuire nella lotta ai maltrattamenti!

Ricapitolando le cose fondamentali da sapere (sui cani) e la blockchain

Blockchain è una rete di dati aperta, condivisa, immutabile, che può fornire informazioni utili a chiunque ne abbia bisogno, senza per questo violare la privacy del singolo.

Se a qualcuno dovesse interessare registrare il proprio cane o saperne di più, questo è il sito dell’iniziativa: fauna.life.

Piattaforma di musica in blockchain. Immagine rappresentativa.

Secondo esempio: la cripto-musica immutabile

Prendi un musicista, fagli firmare un contratto ‘smart’ per i diritti sulla sua musica, metti il contratto in blockchain (lo ricordo: immutabile e condiviso online), metti online la sua musica.

Chi vorrà ascoltare il disco non dovrà far altro che un click. Ad ogni click corrisponde 1 musicoin pagato al musicista in totale sicurezza.

No, cosa se ne fa lui del musicoin non ve lo racconto: non ne ho idea e al limite sarà un altro articolo. 😉

Volete provare? Ecco qui!

Terzo esempio: pubblica amministrazione e scuola

Ho fatto due esempi semplici per spiegarmi, ma non fraintendetemi: la blockchain non è affatto una tecnologia sperimentale, anzi viene già molto utilizzata nel settore pubblico.

  • L’Estonia appoggia tutto il suo sistema anagrafico su blockchain.
  • Le scuole al tempo del Covid19 hanno la necessità di gestire le verifiche online in modo che i risultati non possano essere falsati (se non grazie ai soliti bigini…appesi sul muro dietro alla telecamera!). Nel momento in cui l’alunno salva la sua verifica, il sistema genera un .pdf su uno storage immutabile: da quel momento sarà sempre leggibile, ma non modificabile.
  • Infine, gli Stati Uniti hanno valutato la possibilità di votare su blockchain (possibilità poi non sfruttata per il timore di furti d’identità…nella vita vera).
Blockchain per le aziende. Immagine rappresentativa.

Affascinante questa blockchain, ma a noi comuni mortali (privati cittadini, liberi professionisti, PMI) a cosa serve avere dei dati immutabili?

L’immutabilità dei dati può servire anche a utenti privati e aziende

Questa tecnologia è di fatto solo un contenitore, capace di rendere assolutamente sicuri gli oggetti (i dati) contenuti al suo interno.

I dati importanti dovrebbero sempre essere resi immutabili, in modo da non poterli mai perdere: che sia il sistema di fatturazione di un’azienda, i dati sanitari dei pazienti di un medico o i primi diciassette capitoli del libro che state scrivendo.

Se è così, come mai non ne ho ancora sentito parlare?

(Sì, ho raccolto qui tutte le domande “sceme” che possono venire in mente a tutti “i me”).

Non è vero che non se ne sente parlare, ma la blockchain è messa in relazione a ambiti che paiono sospetti e si collegano alle criptovalute: temi che perlopiù ci allontanano.

In realtà la tecnologia blockchain è nata nel 2008, da allora è stata sperimentata e oggi è pronta per essere il contenitore dei dati del futuro!

Non basta fare il backup?

Sì, se ne fate almeno due in due posti separati.
Ma a questo punto vi chiedo: perché uno dei due non averlo immutabile per essere proprio a prova di catastrofe digitale? (Vi parlo direttamente dal 2018, dove sono precipitata a causa di un virus informatico che ha attaccato me, il mio telefono e il suo backup. Lo ammetto però: era uno solo!).

C’è differenza tra backup e dato immutabile?

Sì, certo, altrimenti sarebbe troppo facile capire sta blockchain!
Il backup ha uno storico: è possibile retrocedere ad un certo numero di versioni precedenti di un file.

Il dato immutabile è lui. Fisso e fermo. Eventualmente modificabile solo dall’autore (pensate al caso dell’anagrafica, che gestendo dati umani è in continuo cambiamento).

I dati in blockchain sono crittografati?

No! I dati in blockchain sono solamente immutabili, sicuri e protetti.

Chi avesse bisogno di ulteriore riservatezza può decidere di crittografare la blockchain, in modo che solo chi dispone della chiave di lettura possa accedere ai dati.

Chi dovrebbe ricorrere ai dati immutabili?

Senz’altro tutti coloro che hanno a che fare con dati sensibili, ma anche le realtà aziendali che hanno dati critici per il proprio lavoro, fino ad arrivare all’irrinunciabile patrimonio di numeri di telefono e fotografie che ciascuno di noi ha nel proprio telefono.

Posso fare da solo il backup immutabile?

Sì, ma non a casa come fate con un normale backup su disco esterno: dovete scegliere un provider che offra il servizio.

Rendere immutabili i dati costa più di fare un backup?

Assolutamente no, non si tratta di una tecnologia costosa.

A chi mi posso rivolgere per rendere i miei dati immutabili?

Momit, grazie alla partnership con Zadara, offre il servizio di immutabilità dei dati, abbinato alle soluzioni di backup .

Zadara è uno dei due object storage al mondo ad offrire questo servizio, oltre a Amazon AWS e Microsoft Blob.

Cosa c’entrano le spie cibernetiche?

C’entrano, c’entrano: le grandi aziende che gestiscono dati cruciali per il proprio lavoro non rischiano soltanto l’attacco e la distruzione dei dati, ma anche di dover pagare dei bei riscatti per avere indietro i propri dati e non vederseli pubblicati online!

Dunque, in questo mondo parallelo quasi incomprensibile per “i me”, esistono i delinquenti (i malware ), le spie e gli investigatori che si rincorrono creando un caos digitale che il mio titolo a confronto è un capolavoro d’ordine e disciplina!

Backup, blockchain, conservare i dati, immutabilità dati, sicurezza dei dati, struttura dati condivisa

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