Backup e DR in caso di incendio o catastrofe

Ciro è andato a fuoco!

Ve lo ricordate l’articolo su Ciro, il Disaster Recovery Site della cena? In quell’occasione avevamo fatto chiarezza sui diversi modi di salvare i dati importanti, dal semplice backup casalingo fino al DR a 300 chilometri di distanza.

Ahimé, il mese scorso, insieme al datacenter OVH, sono andate a fuoco anche le mie poche certezze in materia di datacenter. Quindi, dopo aver interrogato chi di dovere, eccomi a voi con spiegazioni, suggerimenti e anche qualche mito da sfatare.

Hosting: sapete esattamente cosa avete comprato?

I più ottimisti la vedono così: “pago per tenere i miei dati, figurati se non c’è una copia salvata: sono sistemi progettati per superare eventi di questo tipo”. 

Mi duole comunicarvi che non è così. Pagate per quello che avete comprato e questo – se non avete letto con attenzione il contratto – è tutto da verificare.

Il datacenter vi dà uno spazio / server, poi vi propone di aggiungere un backup o Disaster Recovery, ma non è affatto certo che quella copia sia molto lontana dall’originale. Dipende dal contratto!

C’è DR e DR

“Ma il Disaster Recovery Site sarà in un altro posto, giusto?!…se no che DR è?!”

300, in fatto di distanze, è un numero chiave:

  • 300 chilometri: un ottimo DR, a prova di catastrofe di qualunque tipo (se non è necessaria una certificazione è sufficiente un altro sito a qualche chilometro di distanza).
  • 300 metri: diciamo “ok”, visto che la salvezza si trova in un’altra stanza. Se la prima brucia, la seconda forse no. Speriamo.
  • 300 centimetri: ahia! Avete una copia perfetta, ottima se il primo server subisce un attacco ransomware, ma in caso di incendio tutto il vostro lavoro andrà in fumo!

Mannaggia! È sempre una questione di soldi!

Banalizziamo: più lontano si trova il DR (oltre che più simile all’originale), più costa.

Diamo ancora un po’ i numeri: un contratto da 3€ al mese offre verosimilmente velocità e buone prestazioni, ma certamente non comprende un DR a distanza. Un contratto da 10€ al mese inizia ad avere buone probabilità di garantire la sicurezza del dato.

La responsabilità del datacenter

“OK, ma…figurati se un datacenter non fa la SUA copia di sicurezza: la responsabilità è SUA!”.

Anche in questo caso: no! Dipende dalla politica del fornitore. Ci sono centri di elaborazione dati che lo fanno e altri no, semplicemente perché la responsabilità non è loro, ma del cliente che ha acquistato un servizio base.

In effetti, nessuno dei clienti con il server bruciato verrà risarcito in denaro! Semplicemente, verrà ripristinata la macchina, con o senza dati all’interno.

Ciro a questo punto direbbe: “ti do il numero di mio cugino: la pizza è come la mia, anzi no, pure meglio”.

Giusto per tirare un po’ l’acqua al nostro mulino: sappiate che Momit ha un DR su tutti i servizi a ben 1.250 chilometri di distanza

Una questione di delega e fiducia

😩Ma non ci si può proprio fidare di nessuno, bisogna tornare alla stele di Rosetta!”

Diciamocelo: di queste cose la maggior parte di noi capisce poco, quindi tendiamo a delegare e a fidarci.

A chi come me legge i contratti in modo approssimativo svelo un “segreto” su quello di Microsoft Office. In quel documento è scritto molto chiaramente che la responsabilità del backup non è di Microsoft, ma dell’utente! IO! 

Per chiarezza riportiamo qui il modello di responsabilità condivisa di Office 365:

Ora tirate fuori gli amuleti di Ciro: in mancanza di un buon backup, anche casalingo, se il server Microsoft che contiene i vostri dati dovesse avere un incidente, perdereste tutto!

Tutti a backuppare, e di corsa!

Sì, backuppare, ma dove?

“E meno male che ho deciso di portarmi tutto in casa”

Mica avrete a casa il forno a legna di Ciro?!

A meno che le esigenze siano davvero piccole questo non si fa: il mondo sta andando proprio in un’altra direzione e rischiereste di spendere davvero molto, molto di più per avere un sistema che presto sarà obsoleto.

Il contratto è il nocciolo della questione

In fin dei conti possiamo dire che sia vitale imparare a leggere i contratti, anche dei provider di servizi.
Per semplificarvi la vita, le cose che non potete non controllare quando comprate un servizio di hosting sono:

  1. Il provider fa i backup? Ha un DR per i servizi che offre?
  2. Dove e come?
  3. Ricordate che è sempre una questione di costo!

Com’è successo che il datacenter OVH è andato a fuoco?

Io e Ciro mica teniamo una rubrica di pettegolezzi! Non è elegante parlare delle disgrazie altrui e questa è tutta un’altra storia!

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