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Per una volta, parliamone bene di questa AI!

“Purché se ne parli”, dicono gli esperti di marketing. E, mai come nel caso dell’AI, i detrattori fanno notizia, lanciando anatemi sulla perdita di controllo del mondo e licenziamenti a tappeto.

Diciamo però la verità: l’AI fa paura perché ci ostiniamo a guardare il dito (ci ruberà il lavoro) e non la luna (l’AI è utile anche per il lavoro, altrimenti, come altre tecnologie prima di lei, sarebbe sfumata nel nulla).

Una visione positiva dell’AI: cosa è capace di fare e perché è utile

L’AI oggi FA cose concrete. Ad esempio – e se non ci avete ancora provato, fatelo – può aiutarvi a:

– Tradurre un documento da una lingua all’altra (provate dal giapponese all’italiano!). 

– Scrivere o correggere pezzi di codice, anche complesso. 

– Riassumere in 360 o 1500 caratteri la normativa italiana sui campi elettromagnetici. 

– Fornire la posologia contenuta nel bugiardino di un farmaco qualsiasi. 

Il bello è che vi risponderà subito, usando un linguaggio semplice: meglio del sito dell’amministrazione comunale!

Potete fidarvi?

Sì, sulle cose semplici non sbaglia e in ogni caso, potete chiederle le fonti e verificare. Sarà comunque più veloce rispetto a chiedere a Google e scegliere il più esaustivo tra i risultati proposti. 

In alcuni casi, sarà l’AI stessa a fare delle domande per rispondere nel modo più accurato possibile.

Serve verificare le fonti?

, e questo vale specialmente per i modelli aperti, che hanno accesso a tutte le fonti di informazione in rete, autorevoli e non.

Sostituisce il medico, l’avvocato, il commercialista, il programmatore?

No: ciascuno di questi professionisti ha conoscenze ampie, che nessuno di noi può rimpiazzare leggendo poche righe in pochi minuti.

L’AI per gli specialisti: il felice caso del settore sanitario 

Sfatiamo un mito: l’AI NON fa diagnosi mediche. L’AI è un modello statistico che si basa su quantità di dati enormi, che nessun medico umano potrebbe conoscere per intero. 

Consultando i database clinici, lo specialista ha accesso a un numero infinito di casi cui può attingere per aiutarsi nella diagnosi e proporre terapie, farmaci, interventi cui magari non avrebbe pensato. Di certo non in tempi brevi: l’AI non solo è una fonte di dati, ma può organizzarli in tempi record. 

Non è l’AI che fa la diagnosi, ma è il medico che ha a disposizione uno strumento potentissimo per fare meglio il suo lavoro.

Se vi interessa approfondire i modelli di funzionamento dell’AI, ne abbiamo parlato in modo approfondito qui.

L’AI che risponde e filtra lo spam: un progetto top, made in Momit

In Momit abbiamo posto fine allo spam telefonico, programmando un agente di risposta poliglotta: una vera cyber-segretaria, che ci risparmia un sacco di scocciature. 

Funziona così: se il numero è in rubrica, il telefono squilla e noi rispondiamo. Se invece il numero NON è memorizzato, l’agente AI risponde nella stessa lingua dell’interlocutore e parla al posto nostro.

Abbiamo allenato l’agente a rifiutare le offerte commerciali che non ci interessano e, se invece il contatto è valido, trascrive la conversazione e ci informa in tempo reale. A noi non resta che richiamare la persona.

Lo stiamo raccontando a tutti perché quando si può parlarne bene, siamo felici di farlo: proprio come una buona recensione.

L’AI per la mobilità del futuro: Tesla Autopilot

Tesla, lo sanno tutti, sta portando avanti il progetto di guida autonoma, che comporta l’uso di intelligenza artificiale di tipo decisionale: non più solo uno strumento capace di generare contenuto (AI generativa), ma anche di prendere delle decisioni, come fermarsi al rosso, evitare un cane che attraversa la strada e anche quello scellerato automobilista che non ha rispettato la precedenza. 

Dell’AI decisionale si parla sempre male, in ambito militare: questa è l’occasione per guardarla con occhi diversi e chiedersi quando questa tecnologia, destinata a cambiare il futuro, diventerà il nuovo standard per la mobilità privata.

LLM e SLM per il mercato privato: un’applicazione utile, che garantisce riservatezza

LLM – Large Language Model e SLM – Small Language Model stanno poco alla volta entrando nel mercato privato: le aziende acquistano sistemi AI da far girare solo in locale, su computer e server privati. 

Questi modelli possono generare e comprendere testi, proprio come Chat GPT, Gemini o Copilot, e diventare dei veri esperti della materia che viene fatta studiare loro. 

Ad esempio, uno studio legale può addestrare l’AI su documenti proprietari e codici di legge, in modo da ottenere facilmente risposte riguardanti l’applicazione di una norma o farsi aiutare nella produzione di sintesi legate a casi specifici. 

L’AI-commerciale di Momit è capace di dire in pochi secondi quanti hosting sono stati venduti nell’ultimo anno, calcolare il valore medio di un contratto e sfornare una proposta economica per un potenziale cliente: a noi resta il compito di controllarla e validarla, tenendo conto delle specificità del caso.

Lo svantaggio

Il sistema in locale non sa proprio tutto, come i sistemi connessi in cloud, che possono accedere a qualunque informazione. Ad esempio, non è possibile chiedere loro che tempo farà domani. 

Il vantaggio

Sia i documenti di addestramento dell’AI, che quelli generati restano privati. 

In più il sistema è disponibile per il lavoro offline.

La diffusione dei modelli AI privati è una buona notizia per l’ambiente

Per qualcuno potrebbe essere una sorpresa: la fibra ottica – il sistema che trasmette dati alla velocità della luce! – è troppo lenta per le necessità dell’AI. Si stanno quindi costruendo nuovi datacenter, dedicati all’intelligenza artificiale, e dismettendo vecchie infrastrutture cloud, obsolete per sistemi come Google o Anthropic. 

Questi server sono però adatti a far funzionare i modelli AI privati: si sta quindi generando un’economia circolare virtuosa, che limita la necessità di smaltire rifiuti. 

AI locale in Momit: un’offerta super-sicura

Le infrastrutture di questo tipo in Momit sono esclusivamente AI in locale, non connesse con quelle su larga scala. In più sono qualificate dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e valide nell’ambito di progetti per la Pubblica Amministrazione.

La collaborazione tra Artificial I e Human I

Fate attenzione alle parole: in tutti gli esempi, abbiamo scritto “aiutare”. L’AI aiuta, suggerisce, corregge. Ma la proprietà intellettuale sul futuro resta un dominio umano. 

Noi Human non possiamo opporci al futuro, ma possiamo cambiare. L’esempio è remoto, quanto attuale: i telai meccanici hanno soppiantato i tessitori, ma hanno dato lavoro a migliaia di meccanici.

Forse è ora di iniziare a guardare l’AI in modo diverso, meno legato al presente, con più apertura alle potenzialità di ciò che potrebbe aiutarci a fare. L’AI domina i dati più velocemente di noi, ma ci sono intuizioni che possono derivare solo dall’interpretazione umana dei bisogni latenti: questa la nostra visione positiva per il futuro in collaborazione con l’AI.

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