Startuppari e amanti della libertà (professionale) questo è per voi!

Dunque, vediamo un po’: chi di voi non è mai scappato di casa?
Con chi? La fidanzata o il fidanzato, il vostro cane o tutto il gruppo degli amici del cuore?

Confessate: per quante…ore è durata la fuga?

Il punto è che queste cose vanno fatte per bene! I colpi di testa finiscono spesso rovinosamente nel giro di poche ore, mentre una vera fuga merita una pianificazione meticolosa e dei criteri di scelta puntuali.

Cari scappati di casa, sappiate che fondare e far crescere una startup, è un po’ la stessa cosa: bisogna avere le idee chiare e programmare tutto il possibile nei minimi dettagli per non rischiare di dover tornare sui propri passi nel giro di pochi…mesi.

Ecco quindi i miei consigli per affrontare l’avventura imprenditoriale senza cadere in quegli errori che sono facilmente evitabili, almeno in materia di servizi digitali.

Le dimensioni contano: tenetelo sempre presente.

Seriamente: all’inizio è vitale saper fare una valutazione sincera delle dimensioni del business, senza cadere in manie di grandezza. Anzi, sappiate che essere piccoli e agili può essere una grandissima opportunità.

Sto parlando di scalabilità e della possibilità di sfruttarla a vostro vantaggio.

Molti servizi digitali possono infatti crescere nel tempo di pari passo al vostro business. Non è necessario acquistare costosissimi software gestionali o licenze illimitate per i programmi più comuni se lavorate in 4 e per i prossimi 6 mesi avete in previsione 5 fatture!

Il bello è che se proprio domani riceverete quell’ordine in cui tanto sperate e tutto cambia…i servizi digitali si adattano al cambiamento in un batter d’occhio.

Per essere concreti iniziamo a consigliarvi qualche sistema agile, perfetto per gestire il business all’inizio:   

  • Niente batte l’agilità delle fatture in cloud.
  • Se invece volete emettere fatture non elettroniche c’è invoice generator.
  • Asana è l’ideale per il project management.
  • Dropbox e google drive restano il meglio per la gestione collaborativa di documenti.
  • Forse non c’entra qui, ma in tema di risparmio, N26 offre un buon conto corrente aziendale a costo zero.

Fate una previsione dei dati che gestirete: quali e quanti?  

Arriviamo ai piani per la gestione dei dati. Anche in questo caso, per scegliere è necessario fare due tipi di valutazione:

1. La quantità di dati che produrrete e il loro livello di criticità

Quanto più i dati sono tanti e cruciali per il buon andamento del lavoro, quanto più sarà indispensabile avere una struttura solida e di backup.

Facciamo un paio di esempi: se per scappare da casa inizierete a scrivere articoli per un datacenter (ogni riferimento è puramente casuale), il massimo che vi serve è un buon backup casalingo (o su dropbox) per non perdere pezzi per strada.

Diverso è se avete in mente una piattaforma online, dove i clienti caricano il brief e chiunque può proporre soluzioni, migliorare quelle esistenti, suggerire nuove modalità di comunicazione. Un servizio di questo tipo presuppone tanti account, modalità di pagamento e la produzione sulla piattaforma stessa di una quantità enorme di dati. Per fare questo è indispensabile appoggiarsi a servizi digitali strutturati, con piani di backup molto affidabili.

2. Raccoglierete dati sensibili?

Nome, cognome e email, per quanto sensibili, sono ben lontani da carte di credito o numeri di documenti personali. In questo secondo caso avrete senz’altro bisogno di una struttura informatica solida e affidabile, con tutti i protocolli di sicurezza e i certificati del caso.  

Scegliete bene: shop online o vendita porta a porta?

Nel caso dello shop online, oltre a dati sensibili, vi troverete a gestire la fiducia delle persone: voi dareste a cuor leggero la vostra carta di credito a un sito che di tanto in tanto non si carica o sembra offline (è caduto)?

Facendo il sito tenetene conto:

  • Se la vendita online non è il vostro mondo, sarà più che sufficiente un piano di hosting base e un sito vetrina.

Se invece il negozio online è fondamentale, allora il sito dovrà avere un sistema dedicato: il backup è d’obbligo, i dati anagrafici per la fatturazione dovranno essere conservati al sicuro e magari alcune parti – come le password – crittografate.

Un consiglio per i piccoli – piccolissimi – business e per le future startup: se per ingannare il tempo in quarantena avete dato sfogo alla vena creativa e avete una montagna di prodotti artigianali che volete vendere, almeno per iniziare è sufficiente un piano base su shopify. Se il business decollerà, potrete valutare in un secondo momento strutture di hosting più complesse.

Una piccola parentesi sul nome dominio.

Un nome perfetto è senza dubbio un nome che vi piace, ma prima di tutto deve essere registrabile: la sua url online, ma anche nel registro dei nomi di marca.

Qualche consiglio tecnico:

  • Più breve è, meglio è. Un buon esempio: momit.eu (5 lettere). Meglio di così sarebbe stato mom.it, ma neanche da dire…non era possibile registrarlo!
  • Potete usare trattini (alti) o numeri, ma ricordatevi: il nome deve essere facile da pronunciare e ricordare. Provate a fare lo spelling di mom-it.eu al telefono con la nonna! 😉
  • L’uso delle parole chiave, tenendo conto della SEO, non conta (quasi) più: se producete e vendete cappellini di lana, chiamarvi cappellinidilana.it aimè non servirà a battere Zalando. Quindi (evviva!) dimenticatevi pure della SEO quando pensate al nome per la vostra startup.
  • Diffidate dei nomi che raccontano quello che fate. Pensate se google invece della sua perfetta sintesi fonetica avesse scelto di chiamarsi chicercatrova: non sarebbe mai nato “googlalo!”.
  • Un trucco: le estensioni (il .it, .com, .net…) possono essere diverse e alcune iniziano anche ad essere note, a partire da goo.gl. Via libera dunque a scappatidi.casa e birretta.beer, un po’ lunghi forse, ma indimenticabili.

Veniamo ai servizi per le startup che offre Momit

Come tutte le aziende, anche noi siamo stati una startup e sappiamo quanto sia importante usare bene il denaro a disposizione e non sprecare i preziosissimi fondi che avete raccolto. Per questo abbiamo creato 3 pacchetti modulari e scalabili, dedicati a startup di 3 tipi (e età diverse). Ciascun pacchetto può crescere in ogni momento, seguendo le necessità vere della vostra startup.

  • Il pacchetto basic per startup appena nate che hanno bisogno di una vetrina online e poche caselle email.
  • Pro: cresce il numero di colleghi, il sito diventa più strutturato.
  • A chi sceglie il pacchetto Super invece auguriamo di passare presto tra i nostri clienti più importanti!

Se avete delle domande precise sulla vostra situazione potete compilare il form nella pagina dedicata ai pacchetti e chiedere agli esperti. Io vi lascio nelle loro sapienti mani, ma prima voglio farvi un augurio speciale: siate tenaci, ma soprattutto siate piccoli, trovate un modo piccolo di diventare grandi, perché da grandi non si scappa più di casa, anche se qualche volta si vorrebbe. E non fate orecchie da mercante! 😉

Backup, dominio aziendale, start-up

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