In informatica, essere nullatenenti è il meglio. Vediamo perché!

La prossima settimana scade il mio abbonamento a Microsoft Office 365 e mi toccherà pagare il rinnovo annuale, cosa che vi confesso, ogni anno genera in me sentimenti contrastanti:

– Se ritardo con il rinnovo sparisce tutto? Non solo non ho più il software, ma nemmeno il mio lavoro?!

In più:

– Invece di pagare una volta, pago tutti gli anni: mi sa che mi stanno fregando.

Microsoft però mi ha convinta:

– Che sollievo sapere che nessun aggiornamento vitale dipende dalle mie (scarse) capacità informatiche.

Ad ogni modo, se tutto il mondo sta andando in questa direzione una buona ragione c’è: stiamo rinunciando alla proprietà di ciò che nel tempo è diventato sempre più tecnico e bisognoso di cure specialistiche continue, con l’obiettivo di vivere sereni perché uno più bravo di noi se ne occupa.

Detta così, pare persino ovvio.

SaaS, PaaS, IaaS – cazza il server e migra la randa!

Mi perdoneranno gli amici tecnici se prima di elencare le ottime qualità di queste sigle, li prendo nuovamente in giro per il loro vocabolario top-secret, che ci rende sempre così difficoltoso capire di cosa si tratta. Facciamola facile dunque!

IaaS, ovvero Infrastructure as a Service

È l’hardware: la macchina fisicamente collocata in datacenter.

IaaS in Momit corrisponde al servizio unmanaged. Per costruire l’infrastruttura abbiamo solo bisogno di conoscere le necessità, poi ci occupiamo noi di scegliere, dimensionare e installare le macchine, aggiornare i server e quando necessario sostituire e svecchiare l’infrastruttura.
I nostri clienti hanno i vantaggi di avere un server, senza averlo.

PaaS, ovvero Platform as a Service

È la piattaforma che, una volta installata sull’infrastruttura (IaaS), permette al cliente di lavorare.

In generale PaaS sono ambienti su cui sviluppare app, siti internet, software. In questa categoria rientrano infatti i sistemi operativi e i middleware, cioè quegli applicativi di uso comune su cui i clienti possono mettere i propri dati (ad esempio WordPress).

PaaS in Momit è il servizio managed, che include la presenza di uno di noi, che installa, aggiorna, verifica eventuali errori e problemi del sistema.

SaaS, ovvero Software as a Service

È il software in “comodato d’uso”. Ad esempio, Microsoft 365, ma possiamo inserire qui anche tutte le app e gli store online con cui noi utenti interagiamo facilmente. 

SaaS, PaaS, IaaS: tutte le buone ragioni per farne uso

In generale vale questa regola tautologica: quando non possediamo un bene, non ce ne dobbiamo curare.
Nel caso di software e materiale informatico, con una obsolescenza decisamente troppo rapida, non possedere nulla e “affittare” solo quello che serve è meglio perché possiamo dedicarci al nostro lavoro senza preoccuparci di nient’altro. Più nel dettaglio:

Infrastructure aaS

  • Il cliente paga l’infrastruttura che gli è necessaria: né più, né meno.
  • Può sempre ampliare o diminuire le macchine in base a ciò che gli serve, tanto non sono sue.
  • Una volta installata la macchina e definito lo spazio, può farne ciò che vuole, avendo il controllo completo dell’infrastruttura.

Platform aaS

  • Il backend è gestito dal provider e il cliente può dimenticarsi della manutenzione (penso ad esempio agli aggiornamenti costanti delle piattaforme di sviluppo).
  • È possibile sviluppare più facilmente quelle app, siti web, ecommerce che tanto servono al contatto con l’utente finale.

Software aaS

  • Essendo basati sul web, quando viene rilasciato un aggiornamento è valido da subito per tutti i computer, senza che l’utente debba fare nulla.
  • Non si corre il rischio di duplicazione, contraffazione, crack e pirateria (i ladri del web, sono sempre lì in agguato).
  • I Software aaS sono accessibili con il proprio account dovunque, in qualunque momento, facilitando la mobilità.
  • Offrire SaaS all’utente finale – facciamo l’esempio di un’app collegata ad un device – significa stabilire un contatto sempre più stretto e personale con i propri clienti e legarli a sé (questo uno dei motivi per cui il mondo sta andando sempre più nella direzione SaaS).

Nullatenenti, ma il dato è nostro!

Tutti questi sistemi sono, appunto, sistemi, non dati. Quelli restano personali o aziendali e né Momit, né nessun altro può esserne responsabile.
Un po’ come dire che se affitto una casa non ammobiliata, tutto quello che decido di metterci dentro è mio e se si rompe un piatto, non può in alcun modo essere colpa della casa stessa.

Capita di tanto in tanto che su questo punto ci sia un po’ di confusione, per questo mi permetto di dare qualche consiglio banale, a chi – come me – potrebbe confondersi.

  • Se il sito è lento. Prima di inneggiare all’aggiornamento (PaaS), possiamo controllare se le immagini caricate (quelle sì, che sono nostre!) sono troppo pesanti. Ed ecco un buon software per ridurre il peso delle foto da 100MB a 100KB!
  • Il gestionale è lento. Ricordiamoci di verificare quali e quanti software terzi sono stati installati: potrebbero essere troppi oppure tra di loro se ne nasconde uno con dei problemi.

Non possediamo nulla, ma non ci facciamo mancare nulla: BaaS e DRaaS

Ammettiamolo: quando una sigla piace, ci facciamo sempre scappare la mano. Ed ecco che anche un banale servizio di Backup (BaaS) diventa as a Service e il più spaventoso DRaaS, altro non è che il servizio di Disaster Recovery.

Per riassumere: SaaS, PaaS, IaaS, BaaS, DRaaS sono tutti servizi a pagamento periodico, di cui non si acquista la proprietà, ma solo l’usufrutto, insieme alla tranquillità di sapere che il loro buon funzionamento non dipende da noi. Ed ecco spiegato perché in informatica essere nullatenenti è davvero un plus!

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